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Perché

Negli ultimi anni, l’aiuto umanitario è stato il terreno di cambiamenti importanti che lo stanno segnando profondamente, e che mettono in crescente difficoltà gli operatori.

  1. Il moltiplicarsi degli attori sul campo, con la crescita significativa delle agenzie governative, il ruolo sempre più rilevante dei militari, la partecipazione sempre più attiva del settore commerciale, assieme ad una riforma in senso egemonico del sistema Nazioni Unite;
  2. L’affermarsi di una cultura politica che ha prodotto un numero crescente di violazioni della legalità internazionale, e che tende a mettere sempre più in discussione i principi basilari del diritto internazionale umanitario, pilastro fondamentale della convivenza globale;
  3. Gli effetti della “Guerra al terrore”, che hanno corroso il concetto stesso di universalità ed imparzialità dell’azione umanitaria;
  4. La confusione tra aiuto umanitario, azione politica e attività bellica, che espone spesso gli operatori umanitari ad ostilità e violenze;
  5. Una difficile fase di transizione che vede indebolirsi – in Occidente – gran parte del sistema non governativo tradizionale, minando tanto la sua capacità di influenza politico-culturale quanto la qualità dei suoi interventi, mentre si fa sempre più forte e rilevante il ruolo degli attori locali, a partire dalle ONG del Sud;
  6. Un quadro generale di intensificazione tanto dei disastri naturali – a causa del cambiamento climatico – quanto dei conflitti e delle crisi politiche. Mentre nascono sfide nuove: dai disastri tecnologici all’Aids, dal traffico di esseri umani allo schiavismo, dalla migrazione al terrorismo.

Assistere, proteggere, tenere insieme l’anima e il corpo, testimoniare, servire. Essere umanitari oggi significa confrontarsi – con il proprio bagaglio di valori e di principi – con un mondo che sembra sempre andare nella direzione opposta, con i suoi soldi, con le sue armi, con l’uso spietato della forza.

Noi crediamo che ogni vita sia intrinsecamente sacra, che ogni essere umano goda degli stessi fondamentali diritti, e che l’umanitarismo debba tracciare i confini tra ciò che è accettabile e ciò che non lo è.

Noi crediamo in un umanitarismo basato su principi comuni a tutta l’umanità, che pone al centro l’essere umano con la sua vulnerabilità, i suoi diritti e i suoi bisogni.

Noi crediamo che essere umanitari oggi voglia dire sempre più contrapporre la propria umanità alla disumanità del potere, la propria etica al cinismo della politica e dell’economia.

Infine, crediamo che essere operatori umanitari sia una scelta esistenziale ed etica senza ambiguità, che richiede capacità, dedizione, competenza e coerenza morale.

Su tutto questo vogliamo confrontarci, riflettere, promuovere iniziative e scuotere gli animi. E chiediamo, a chi si riconosce nelle nostre preoccupazioni e nelle nostre speranze, di partecipare attivamente a questo sito blog e al dialogo che ne nascerà. Per incontrarci, contarci e crescere assieme.