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ATHA – una nuova piattaforma sull’assistenza umanitaria.

giugno 24, 2009 By: Marco Bertotto Categoria: commento

Tra le ragioni che ci hanno spinti a far nascere l’esperienza di UMANITARI la più importante è probabilmente la necessità in Italia di moltiplicare gli spazi per il confronto e la discussione sull’azione umanitaria tra i diversi operatori del settore. In questa stessa ottica si è mossa la collaborazione tra l’agenzia di cooperazione svedese (SIDA) e il programma su policy umanitaria e ricerca sui conflitti della Harvard University che ha portato alla nascita di ATHA – Advanced Training Program on Humanitarian Action.

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Uno per tutti…

giugno 12, 2009 By: Marco Bertotto Categoria: commento, documento

Nel campo dell’assistenza umanitaria, è ben noto che il contributo delle grandi ONG internazionali è ormai molto spesso superiore a quello della maggior parte dei governi donatori. Per citare un solo dato, dopo Regno Unito e USA è il movimento internazionale di MSF, con le sue 19 sezioni nazionali, ad occupare il terzo posto nella classifica dei donatori più generosi.

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Video introduttivo al “crisis mapping”

maggio 02, 2009 By: Silva Ferretti Categoria: documento

Patrick Philippe Meier ha pubblicato sul suo blog un interessante video introduttivo al crisis mapping (in inglese). Dura circa mezz’ora e da’ un quadro assai completo sulla cartografia umanitaria, sui suoi sviluppi più recenti, sulle trasformazioni in atto. Ne raccomandiamo la visione a chi sia interessato a capire cosa ci sia dietro la preparazione delle mappe – che stanno diventando strumenti essenziali per presentare i dati di una crisi e organizzare e descrivere la risposta – e a chi desideri farsi un’idea di quali siano le potenzialità future. Il video dimostra come sempre più la produzione delle mappe non sarà solo un affare per pochi addetti ai lavori, ma il prodotto di analisi e scambi di dati che coinvolgono tutti quanti sono testimoni diretti di una crisi.

Sfollati

maggio 02, 2009 By: Silva Ferretti Categoria: documento

Secondo il recente rapporto dell’ IDMC (Internal Displacement Monitoring Center), nel 2008 26milioni di persone erano sfollati a causa di conflitti o violenza, in 52 paesi. I nuovi sfollati – costretti a fuggire da crisi esplose nel corso del 2008 – sono stati 4,6 milioni, in 24 paesi. I paesi in cui più persone sono state costrette a lasciare le proprie case sono stati, nell’ordine, Filippine, Sudan, Kenya, repubblica democratica del Congo, Iraq, Pakistan, Somalia, Colombia, Sri Lanka e India. 2.6 milioni di persone sono invece riuscite a tornare. Rimandiamo all’interessantissimo e documentato rapporto dell’IDMC per informazioni più dettagliate sul quadro d’insieme, le tendenze globali, le sfide poste e le risposte fornite rispetto all’internal displacement.  Il rapporto presenta anche profili dettagliati per paese.

260

aprile 29, 2009 By: Silva Ferretti Categoria: documento

Nel 2008, 260 operatori umanitari sono stati uccisi, rapiti o seriamente feriti, ed è un numero che probabilmente sottostima il numero degli attacchi reali.  Questo dato compare in un recente policy brief pubblicato da ODI, “Providing Aid in Insecure Environments: 2009 Update”, che conferma purtroppo la tendenza ad una rapida crescita degli attacchi violenti contro chi lavora per le organizzazioni internazionali. Il numero degli attacchi non è aumentato solo in termini assoluti: le cifre crescono anche quando il numero delle vittime viene messo in relazione al crescente volume degli aiuti umanitari e al personale impiegato (stimato in 290.000 persone nel 2008).

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Il diritto a sopravvivere a “disastri innaturali”

aprile 26, 2009 By: Silva Ferretti Categoria: documento

Oxfam ha pubblicato il rapporto “Il diritto a sopravvivere” che predice un incremento delle vittime di disastri “naturali”. Dall’attuale media di 250 milioni di persone affette ogni anno si potrebbe passare, entro il 2015, a oltre 375 milioni: un incremento superiore al 50%  – Poiché  – viste le caratteristiche dei disastri dovuti ai cambiamenti climatici -  “molte di queste crisi non saranno abbastanza drammatiche da catturare l’attenzione dei media globali, e magari neppure delle autorità nazionali, c’è un forte rischio che il mondo non noterà l’innalzarsi della marea di bisogni umanitari, e che milioni di persone perderanno, anche se sarebbe evitabile, le loro vite e i loro mezzi di sostentamento”.

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Critiche all’advocacy

aprile 20, 2009 By: Silva Ferretti Categoria: commento

Serve davvero il lavoro di advocacy sulle crisi umanitarie? O rischia solo di essere controproducente?

Sul blog “humanitarian relief” e’ stato pubblicato un’interessante commento al riguardo di Neha Erasmus: ”Challenging the western approach to advocacy”. L’articolo denuncia quelle modalità di advocacy basate più sulle parole che sui fatti, su tecniche quali il “naming and shaming” (ovverosia il “puntare il dito contro qualcuno per farlo vergognare”) e che privilegiano un lavoro essenzialmente di propaganda rispetto all’ingaggio diretto sul campo.

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SMS per l’umanitario: non solo donazioni

aprile 04, 2009 By: Marco Bertotto Categoria: buona pratica

Siamo ormai abituati a considerare gli SMS come insostituibili canali di raccolta fondi in caso di emergenze.  In Italia, grazie agli SMS si sono raccolti 25 milioni nell’eccezionale iniziativa di fund-raising per lo Tsunami: più limitate, ma assolutamente significative le successive raccolte per il Libano nel 2006 (80 mila euro), il Bangladesh nel 2007 (297 mila euro) e la Birmania nel 2008 (219 mila euro).

E’ invece relativamente più innovativo l’utilizzo degli SMS sperimentato da Concern in Kenya, nell’ambito di un programma pilota di cash distribution rivolto a circa 50 famiglie selezionate tra le comunità più colpite dalla violenza post-elettorale di inizio 2008.

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